Criopreservazione e riduzione embrionaria

Trasferimento degli embrioni criopreservati. Riduzione embrionaria

Durante la realizzazione dei cicli per la procreazione medicalmente assistita con lo scopo di ricevere una grande quantità di follicoli e ovuli maturi si effettua la stimolazione con gonadotropine. Durante 1 ciclo solo 2-3 embrioni vengono trasferiti nell’utero. Gli embrioni rimasti di alta qualità possono essere criopreservati (congelati).

Quali sono i vantaggi di tale procedura? Come il processo di trasferimento degli embrioni criopreservati si realizza?

Il processo di criopreservazione si effettua con l’aiuto di azoto liquido. Gli embrioni possono essere conservati lungamente alla temperatura meno 196 gradi. Se durante la procedura di FIVET la gravidanza non avviene, questi embrioni si usano con successo per il prossimo tentativo. Inoltre, se il programma si realizza con successo, e in futuro la donna vorrà avere ancora i bambini, questi embrioni possono essere usati.  Nel ciclo successivo di FIVET non c’è bisogno di effettuare l’iperstimolazione.

Come il processo di trasferimento degli embrioni criopreservati si realizza?

Dopo il trasferimento degli embrioni criopreservati  la probabilità di inizio di gravidanza è poco più bassa, che dopo la FIVET classica. Comunque gli esperti raccomandano a pazienti che hanno ancora gli embrioni qualitativi di congelarli. È un’assicurazione particolare in caso di un ciclo fallito. Solo gli embrioni di alta qualità vengono congelati siccome sono capaci di sopportare il congelamento –  scongelamento. Criopreservazione non aumenta il rischio di patologia del feto.

Benefici del congelamento degli embrioni:

vv_ico Permette di aumentare le probabilità di FIVET di successo, prevenire la morte degli embrioni rimasti dopo la FIVET.

vv_ico La criopreservazione è raccomandata alle donne con il rischio dell’iperstimolazione, quando non c’è possibilità di fare la stimolazione ripetuta.

vv_ico La procedura aumenta le possibilità di diventare incinta a pazienti con le patologie dell’endometrio.

vv_ico Il metodo di criopreservazione è efficace durante la FIVET con cellule del donatore quando non c’è l’opportunità di sincronizzare i cicli;

vv_ico Se il ciclo di FIVET finisce con la gravidanza e la coppia non progetta di avere più bambini, con i loro consenso i loro embrioni possono essere usati ad altre coppie per la FIVET.

Come si realizza la criopreservazione e scongelamento degli embrioni?

Gli embrioni possono esser congelati a qualsiasi stadio di sviluppo. Ma devono essere di alta qualità in modo di sopportare il processo di criopreservazione. Gli embrioni si conservano isolati o in gruppi. Prima di congelamento gli embrioni si mettono in crioprotettore – la sostanza che li protegge durante il congelamento, poi vengono situati  in contenitori speciali e raffreddano rapidamente con l’uso di congelamento programmatico o vitrificazione (congelamento supervelocemente). La conservazione degli embrioni si effettua con l’aiuto di azoto liquido alla temperatura meno 196 gradi. Gli embrioni congelati possono essere conservati per una decina d’anni senza perdere la qualità. Sotto la temperatura bassa tutti i processi metabolici in questi embrioni sono sospesi.

Durante la conservazione degli embrioni i pazienti devono mettersi in contatto con la clinica e definire cosa fare con gli embrioni dopo la fine del periodo di conservazione pagata. Il periodo può esser prolungato, gli embrioni possono essere trasferiti nell’utero prima o  possono esser utilizzati. Altrettanto, trasferire gli embrioni ad altra coppia per l’utilizzazione ulteriore o mettere a deposizione per le ricerche.

Quanto tempo vive l’embrione durante la criopreservazione?

Perfino durante la criopreservazione degli migliori embrioni non tutti sopportano il  scongelamento. Se il programma di congelamento è ottimo ottanta percento degli embrioni comportano il congelamento.

La riduzione dell’embrione in caso di gravidanza policarpica

Il programma di FIVET è molto spesso accompagnato da sviluppo di gravidanza policarpica. Non ogni embrione viene impiantato con successo perciò per aumentare le probabilità di diventare incinta, subito qualche embrioni vengono trasferiti. Ma ci sono i casi quando tutti i tre embrioni rimangono vitali. In questo caso, si sviluppa la gravidanza policarpica, che considerevolmente aumenta il pericolo d’aborto spontaneo.

In tali situazioni gli esperti consigliano di effettuare la procedura di riduzione degli embrioni. Le reazioni di donne secondo questa procedura confermano il carico psicologico grande, comunque si aumenta la probabilità di portare il bambino sano.

Quando la riduzione degli embrioni è stabilita:

vv_ico più di tre embrioni impiantati vitali;

vv_ico raramente su richiesta della donna – per l’impiantazione di due embrioni.

La procedura è effettuata solo dal consenso del paziente legalmente registrato, in termine sette – undici settimane.