Maternità surrogata in Italia

La legge italiana, riguardante la maternità surrogata

       In Italia esiste una legge che vieta la maternità surrogata ed ogni tipo di pubblicità, connessa con tale pratica. Violare questa legge – significa avere dei problemi con organi amministrativi e quelli giudicanti. Le donne che hanno gestato e partorito per altri sono civilmente e penalmente perseguibili dalla legge sopraindicata, come quelli che prestano il loro materiale biologico.

Di solito, le coppie che non possono avere figli per motivo di sterilità, hanno il desiderio di ricorrere a tali servizi. Ossia, si tratta di un così detto “utero in affitto”, che si effettua per un ricompenso di denaro ed è assolutamente illegale in Italia.

L'infertilità e trattamento

“Utero in affitto” o maternità surrogata secondo la legge italiana

I parlamentari vogliono proclamare “utero in affitto” come un crimine generale. In particolarità si tratta dei medici, infermiere, avvocati, cliniche ed agenzie che fanno da mediatori tra le coppie ansiose di avere figli e le donne che sono pronte a gestare per altri. In caso se una famiglia si avvalesse di tali servizi, ci sarebbe una pena giuridica che prevede un‘imprigionamento per un periodo da 3 mesi a 2 anni e una multa che ammonta da 600 mila- a 1 milione di euro.

Per le coppie gay è previsto un‘ imprigionamento fino a 2 anni e una multa di 1 milione di euro in caso se essi fossero ricorsi ai programmi di maternità surrogata.

Inoltre, i senatori sono pronti a intradurre in pratica tale violazione di legge e togliere i figli, nati con l’aiuto di maternità surrogata e consegnargli alle famiglie bisognose per l’adozione

La pratica di maternità surrogata contraddisce l’articolo del codice civile, nel quale viene indicato il fatto che la madre del bambino sia la donna che lo ha partorito. Pertanto, se quel condicio non venga rispettato, non è possibile accettare la maternità, anche se il materiale biologico sia di quella donna che ha “affittato utero”.

Fecondazione artificiale in Italia

L’ articolo 40 della legge italiana “ Su norme di tecnologie riproduttive”, datato 19 febbraio 2004, afferma che gli italiani possono rivolgersi alle tecnologie di riproduzione, avendo un certificato di infertilità. Il tipo di fecondazione presente presume che nell’utero della moglie va impiantato un’ embrione, creato dall’ ovulo di un donatore, fertilizzato dal seme del marito o del fidanzato. In questo caso il bambino viene gestato e partorito dalla madre, la quale, a seconda la legge italiana, sia la sua madre vera. Questo servizio è possibile solo per le coppie che sono ufficialmente sposate, ed è impossibile per i single.

Tuttavia, è assolutamente vietato coinvolgere la 3 parte.

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