La maternità surrogata in Europa

L’Europa non è uno spazio omogeneo su questa questione: il quadro va da paesi con programmi commerciali pienamente regolamentati a paesi in cui la maternità surrogata non rappresenta un’opzione per i futuri genitori. Questa panoramica mostra come si presenta la situazione nei singoli paesi europei e quale modello viene praticato in ciascuno. I dettagli giuridici sono raccolti nella nostra guida alle leggi.
Tre modelli presenti in Europa:
- Programmi commerciali regolamentati – soprattutto nell’Europa orientale, Ucraina compresa: la retribuzione della madre surrogata e i diritti genitoriali sono definiti dalla legge.
- Solo la forma altruistica – tra gli altri Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Portogallo, Repubblica Ceca e Grecia: la retribuzione è esclusa, vengono rimborsate le spese.
- Nessun accesso per i futuri genitori all’interno del paese – tra gli altri Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Norvegia, Svezia ed Estonia.
Ucraina
L’Ucraina è uno dei pochi paesi europei con programmi di maternità surrogata pienamente regolamentati. Tutti i metodi di procreazione assistita sono disponibili e il loro utilizzo è disciplinato da una serie di atti normativi. Costi accessibili, un alto livello della medicina e un’ampia scelta di programmi sono tra i motivi per cui coppie da tutto il mondo vengono in Ucraina per diventare genitori.
La medicina riproduttiva si sviluppa qui rapidamente: nel paese operano oltre 30 cliniche private di PMA e ogni anno si tengono congressi internazionali.
La legge non pone limiti all’importo riconosciuto alla madre surrogata. Tutti i diritti genitoriali appartengono ai genitori intenzionali; la madre surrogata non avanza pretese sul neonato e non può contestare la genitorialità in tribunale.
Repubblica Ceca
Dal 2014 il Codice civile ceco contiene una sezione dedicata alla maternità surrogata. Può diventare madre surrogata sia una donna sposata sia non sposata, e viene praticata esclusivamente la forma altruistica. Esiste però una lacuna: se la madre surrogata decide di non consegnare il bambino, la legge è dalla sua parte.
Italia
L’Italia rientra tra i paesi in cui la maternità surrogata e la donazione di ovociti non rappresentano un’opzione per i futuri genitori. Le violazioni comportano sanzioni severe.
La FIVET è accessibile solo alle coppie; alle persone single questo percorso resta precluso. All’origine di questi limiti c’è l’influenza della Chiesa cattolica sulla legislazione e sull’opinione pubblica.
I cittadini italiani sono liberi di recarsi in un altro paese per un percorso di procreazione assistita, e molti futuri genitori italiani scelgono questa strada.
Germania
La legge sulla protezione degli embrioni esclude in Germania la maternità surrogata e la donazione di ovociti. La FIVET è possibile unicamente con gli ovuli della madre intenzionale.
I futuri genitori tedeschi si rivolgono quindi ad agenzie all’estero.
Polonia
In Polonia la maternità surrogata non rappresenta un’opzione per i futuri genitori: madre è la donna che ha partorito e il trasferimento della genitorialità non è previsto. Gli altri metodi di procreazione assistita sono invece disponibili. A frenare un cambiamento è soprattutto l’influenza della Chiesa cattolica.
Grecia
La Grecia pratica esclusivamente la forma altruistica: ogni retribuzione per la madre surrogata è esclusa e si diventa madre surrogata solo per motivi altruistici.
Alla donna viene però riconosciuto fino a 10.000 euro per il periodo di inabilità dopo il parto, importo che non è considerato un compenso.
Spagna
In Spagna i programmi non sono disponibili all’interno del paese, ma per i futuri genitori non sono previste sanzioni. Le coppie sono libere di svolgere un programma all’estero.
Per i futuri genitori spagnoli la questione decisiva non è tanto il paese del programma quanto il riconoscimento della genitorialità al rientro.