La maternità surrogata nel mondo

La maternità surrogata rimane oggetto di dibattito morale ed etico: non è riconosciuta dalla Chiesa cattolica e alcuni Paesi regolamentano questo ambito in modo particolarmente rigoroso. Dunque, qual è oggi la situazione della maternità surrogata nel mondo? Quali modelli esistono, in che modo differiscono le varie regioni e cosa comporta tutto ciò per i futuri genitori?
Nelle regioni che seguono ricorrono tre modelli: programmi commerciali interamente regolamentati, la sola forma altruistica e paesi privi di un quadro unitario. Quello adottato da ciascun paese determina le due cose che contano di più per i futuri genitori – come vi viene stabilita la genitorialità e quanto finisce per costare un programma.
Europa
In Europa la maternità surrogata è accessibile ai futuri genitori solo in pochi paesi; nella maggior parte non rappresenta un’opzione praticabile. Vi contribuisce l’influenza della Chiesa cattolica sull’opinione pubblica e sulla legislazione. La panoramica paese per paese è nel nostro articolo sull’Europa.
Asia
In Asia il quadro varia molto: alcuni stati dispongono di regole chiare per la medicina riproduttiva, mentre in altri manca ancora un quadro unitario.
Georgia
La Georgia dispone di una medicina riproduttiva regolamentata dalla fine degli anni Novanta e lavora con il modello commerciale. I rapporti tra la madre surrogata e la coppia sono regolati da un contratto e la registrazione del neonato richiede di norma un solo giorno. La madre surrogata non ha alcun diritto sul bambino. Per il rilascio dei documenti la coppia presenta il contratto, il certificato del programma FIVET e il certificato di dimissione dell’ospedale in cui è avvenuto il parto.
India
L’India è stata a lungo una meta centrale per i futuri genitori di tutto il mondo. Oggi i programmi sono riservati ai soli cittadini indiani.
Giappone
L’Associazione giapponese di ostetricia e ginecologia non approva questo metodo e manca un quadro unitario. Le cliniche private decidono autonomamente se offrire o meno tali programmi.
Cina
In Cina manca un quadro unitario. Il governo agisce soprattutto contro la commercializzazione e contro le strutture che operano senza licenza. Diversi fattori hanno plasmato la domanda:
- la politica demografica ha ritardato la formazione delle famiglie, aumentando il numero di coppie senza figli;
- i progressi della medicina riproduttiva hanno reso accessibile la PMA;
- media e pubblicità hanno fatto conoscere ampiamente queste possibilità;
- la domanda ha creato l’offerta, comprese agenzie che operano al di fuori di qualsiasi licenza.
Nonostante l’assenza di un quadro chiaro, la medicina riproduttiva in Cina si sviluppa rapidamente.
Kazakistan
Il Kazakistan dispone di un quadro regolamentato dalla legge sul matrimonio e la famiglia del 1998 e lo Stato finanzia programmi di FIVET per le coppie con problemi di fertilità. I requisiti per le madri surrogate sono rigorosi: buona salute, consenso del coniuge, certificato di uno psicologo sull’idoneità a partecipare e un figlio proprio.
I diritti genitoriali appartengono ai genitori intenzionali. La madre surrogata può tenere il bambino solo in due casi: se la coppia non lo accoglie, oppure in caso di decesso di entrambi i genitori intenzionali. L’Istituto di medicina riproduttiva gestisce una propria banca dati di madri surrogate.
Nord America
La pratica differisce nettamente tra i due paesi — e, negli Stati Uniti, da uno stato all’altro.
Canada
Il Canada lavora esclusivamente con il modello altruistico: ogni retribuzione per la madre surrogata è esclusa, mentre le vengono rimborsate le spese — abbigliamento premaman, trasferimenti e l’indennità per il periodo di inabilità dopo il parto. Sono coperti anche lo screening, la FIVET, il monitoraggio della gravidanza e il parto.
Gli Stati Uniti
Non esiste una legge federale: ogni stato regolamenta questo ambito in autonomia. In alcuni stati i programmi non rappresentano un’opzione per i futuri genitori, in altri solo nella forma altruistica. I più accessibili sono la Florida e la California, dove non ci sono praticamente restrizioni per sesso, orientamento sessuale o stato civile — motivo per cui ogni anno vi arrivano futuri genitori da tutto il mondo.
Altri paesi
Sud Africa
Il Sudafrica dispone di un quadro regolamentato dal 2010 e pratica esclusivamente la forma altruistica. I diritti genitoriali appartengono ai genitori intenzionali, tranne quando la madre surrogata è anche donatrice di ovociti: in quel caso dispone di 60 giorni entro i quali può tenere il bambino. Possono partecipare anche le coppie dello stesso sesso e le donne single.
Alla madre surrogata spetta un’indennità per il periodo di inabilità; la coppia sostiene le sue visite mediche, la FIVET e tutte le procedure e i farmaci.
Australia
L’Australia pratica esclusivamente la forma altruistica; è esclusa ogni possibilità di versare un compenso monetario alla madre surrogata. Il tentativo di introdurre il modello commerciale nel 2014 non ha prodotto cambiamenti. Poiché le madri surrogate ricevono poche garanzie legali, sono pochissime le donne che partecipano.